by Michele Trevisanello

La cosa giusta

Spesso mi capita di sentire chi mi sta vicino, amico, parente o conoscente, lamentarsi di non saper cosa fare in una determinata situazione perché gli effetti di quella scelta, a lungo termine, sono ignoti e potenzialmente dannosi. E ogni volta che sento questo discorso mi chiedo come mai per me non è così.

Innanzitutto cerchiamo di capire di cosa stiamo parlando. La scelta non è certo quella tra l’andare a sinistra o destra anche se metaforicamente e simbolicamente ogni scelta può essere rappresentata in questo modo. I percorsi che abbiamo davanti non sono sempre completamente ignoti e a volte le scelte sono molto complesse, devono tener conto di numerosi fattori.

La scelta però è quasi sempre la decisione da prendere per risolvere un problema. Devo andare da A a B e posso scegliere se fare la strada breve e faticosa oppure quella lunga ma più pianeggiante. Devo raggiungere un obiettivo ma per farlo mi devo assumere un rischio oppure decidere di non correrlo ma non ottenere ciò che voglio. Ma non sempre si tratterà di scelte binarie: e se ci fosse una terza opzione che però in questo momento non vedo e che potrebbe essere migliore delle altre?

Qui entra in gioco il concetto di prospettiva: per fare una scelta devo cercare di guardare il più lontano possibile per capire se quella è la scelta giusta. Ovviamente non possiamo guardare all’infinito, non possiamo conoscere il futuro, a volte la casualità di un evento ci impedirà di vedere più in là del nostro naso, oppure non vedere altro che una sola strada. In questo caso possiamo confrontarci, cercare di cambiare punto di vista oppure semplicemente accettare che le cose stanno così: non significa che non ci siano altre strade ma che quella che puoi percorrere tu in quel momento è quella soltanto.

La cosa importante è non stare fermi, immobili, non facendo alcuna scelta ma lasciandosi trasportare dagli eventi e dagli obblighi. Facendo così non si arriverà da nessuna parte. Bisogna fare sempre una scelta per andare avanti, per risolvere i problemi che continuamente ci si pongono davanti (cercando di non crearne più di quanti ce ne siano realmente). Non esistono problemi impossibili da risolvere o aggirare perché in quel caso dobbiamo solo renderci conto che non sono un problema ma semplicemente qualcosa da accettare. Non esistono scelte impossibili.

In ogni caso, in quel preciso momento devi osservare bene e … fare la cosa giusta. Che non significa non sbagliare, ma fare la cosa giusta per te in quel preciso momento, in quel preciso contesto. Non esistono scelte sbagliate ORA ma solo scelte. Le scelte sbagliate esistono solo se guardiamo al passato, solo quando pensiamo “ho fatto la scelta sbagliata”, ma se sai che in quel momento era l’unica scelta che potevi o volevi fare, ponderata e consapevole allora poco male, si va avanti affrontando allo stesso modo i nuovi problemi.

Ogni bivio del resto può portare ad altri bivi oppure a strade che arrivano dirette all’obiettivo, questo non lo possiamo sapere. Come sempre la cosa importante non è quale scelta abbiamo fatto ma come abbiamo affrontato la scelta, cercando di fare, con il massimo impegno, la scelta giusta.

Unire i punti

Confrontarsi con qualcuno seriamente, criticando e ricevendo critiche (a prescindere dall’obiettività e della capacità di analisi dell’interlocutore) è sempre costruttivo. Dopo una […]

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